Colofone

Archivio Storico della Città di Bolzano
Portici 30
I-39100 Bolzano

Internet: www.comune.bolzano.it/archiviostorico
E-Mail: archiviostorico@comune.bolzano.it

Coordinamento scientifico:

Digitalizzazione:

Christoph Baier, Kairos (Bressanone)

Adattamento tecnico:

Alpin (Bolzano)

Grafica / Layout:

teamblau (Bozen)

Cooperazione:

Open Data Policy:

I dati digitalizzati messi a disposizione su questa piattaforma sono liberamente accessibili, come consigliato dalla Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto ai beni culturali e all'informazione scientifica.

Work in progress:

BOhisto è concepito quale progetto di digitalizzazione aperto e pertanto incompleto. Sia le immagini messe a disposizione sia i metadati di descrizione vengono integrati di volta in volta. Ce ne scusiamo sin d' ora.

I protocolli consiliari della città di Bolzano

La messa a disposizione in forma digitale dei protocolli consiliari storici della città di Bolzano - i cosiddetti ‚Ratsprotokolle' o ‚Ratschlagbücher' - vuole recuperare un patrimonio unico di dettagliate infomazioni sul passato della nostra città e del nostro territorio.

Infatti, è dal Quattrocento che la città di Bolzano, posta sulla trasversale alpina del Brennero che collega il nord germanico al sud romanico, dispone di un proprio consiglio comunale, ovvero un organo comunale di consulta, lo ‚Stadtrat' regolarmente eletto e con un borgomastro quale primus inter pares a rotazione annuale. Istituito dal potere asburgico e ulteriormente valorizzato da un privilegio del re Federico III nel 1442, il consiglio deliberò durante le sue sedute periodiche su una vasta gamma di materie economiche, politiche e sociali, centrali per la vita cittadina dell' era premoderna. I codici consiliari sono pertanto il nucleo di ciò che ci è dato di sapere sul passato di Bolzano e della sua gente.

La rivalutazione del potere amministrativo cittadino è dovuto sostanzialmente al disegno politico ed economico del duca tirolese Sigismondo d'Austria (1439/46-1490). Egli fece dell'area bolzanina una piattaforma strategica, essendo essa collocata al confine meridionale dei territori austriaci nonchè dell'Impero alla stregua di un vero e proprio balcone sull'Italia settentrionale. Su questo sfondo, anche la sfera cittadina di Bolzano fu coinvolta in una feconda fase di innovazione e modernizzazione, la quale si materializzò in un'intensa produzione archivistico-normativa. In particolare, la documentazione comunale si concretizzò nella redazione di uno statuto comunale nel 1437 (lo ‚Stadtrecht') e di un Liber iurium nel 1472-1525 (lo ‚Stadtbuch'); dal 1455 il consiglio e il borgomastro potevano disporre per le loro sedute di un municipio rappresentativo, lasciandoci come testimonianza della loro attività i protocolli del consiglio, esistenti sin dal 1469/70.

Questi protocolli condividono con altre fonti di tipo seriale quali i rendiconti del borgomastro, un certo grado di burocratizzazione e professionalizzazione dell'amministrazione. Redatti secondo l'anno di gestione, essi contengono le singole deliberazioni, protocollate in ordine di data. Oltre a informazioni dettagliate sugli ambiti economici, sociali e di ordine pubblico i codici ci tramandono anche i nomi dei consiglieri e delle varie cariche comunali, secondo i vari distretti giudiziali della città. L'èlite cittadina, di estrazione prevalentemente mercantile, dovette confrontarsi perennemente con i poteri signorili degli Asburgo e del giudice territoriale di Gries e Bolzano, vero artefice della controllo politico. Rispetto a questi poteri superiori, il consiglio e il borgomastro rappresentavano gli abitanti della città „all'insù", e al contempo esercitava i suoi poteri gestionali „all'ingiù". È anche a questa dialettica, così ricca di dettagli ed evoluzioni, che dobbiamo la mole di informazioni contenuta nei codici qui messi a disposizione.

Bibliografia essenziale: